Business model canvas: i nove blocchi, un esempio compilato e come si verifica (2026)

Knowledge Hub › Tappa 6 di 9 · Il modello · Aggiornato il 1 ottobre 2026

Il business model canvas è un foglio diviso in nove riquadri che descrive come un'impresa crea valore, lo consegna ai clienti e ci guadagna. Viene dal libro Business Model Generation di Alexander Osterwalder e Yves Pigneur, ed è lo strumento più usato per mettere un modello di business su una pagina.

Il suo pregio è anche il suo rischio: sta su un foglio, e quando il foglio è pieno sembra finito. Strategyzer, la società che lo ha creato, scrive il contrario sulla pagina dello strumento: «Treat it as a claim, not a plan», trattalo come un'affermazione, non come un piano (Strategyzer). Questa pagina spiega i nove blocchi con un esempio compilato, e soprattutto come si segna cosa è verificato e cosa no. Una cosa da sapere: Humatic è un panel di persone verificate, uno dei modi per fare le interviste di verifica. Lo diciamo lì, e in pagina non ci sono link di affiliazione.

I nove blocchi

Si leggono in quest'ordine, dal cliente ai soldi:

  1. Segmenti di clienti (customer segments): per chi crei valore.
  2. Proposta di valore (value propositions): cosa offri, e perché il cliente dovrebbe sceglierti.
  3. Canali (channels): come il cliente ti trova, compra e riceve.
  4. Relazioni con i clienti (customer relationships): che rapporto tieni con loro.
  5. Flussi di ricavi (revenue streams): come e quanto pagano.
  6. Risorse chiave (key resources): cosa ti serve per far funzionare tutto.
  7. Attività chiave (key activities): cosa devi fare bene.
  8. Partner chiave (key partners): chi fa una parte del lavoro al posto tuo.
  9. Struttura dei costi (cost structure): quanto costa.

La regola che le guide saltano, ancora da Strategyzer: «Cost structure and revenue streams only hold if the seven blocks above them are right». Costi e ricavi reggono solo se gli altri sette blocchi sono giusti. Un foglio di calcolo perfetto su un cliente sbagliato è un foglio di calcolo sbagliato.

Un esempio compilato, con le ipotesi segnate

Grani Lenti (nome di fantasia) è il negozio online di caffè in grani in abbonamento della guida Business plan: un esempio completo, dove ci sono tutti i conti. Qui il suo canvas, con accanto a ogni blocco da cosa viene: verificato, misurato, o ipotesi.

  1. Segmenti di clienti: chi beve caffè in grani a casa tutti i giorni e ha un macinacaffè. Da cosa viene: 12 interviste (d'esempio).
  2. Proposta di valore: la tua miscela quando ti serve, con la frequenza che scegli. Da cosa viene: interviste; 7 su 12 restano senza caffè, e 2 dei 3 che hanno disdetto un abbonamento lo hanno fatto perché arrivava troppo caffè.
  3. Canali: pubblicità su Google sulle ricerche di chi cerca caffè in grani; il negozio online. Da cosa viene: costo per clic misurato sul pianificatore di Google Ads; quanti comprano è un'ipotesi, fra l'1,58% e il 4,58%.
  4. Relazioni con i clienti: abbonamento modificabile, disdetta in un clic. Da cosa viene: decisione presa dalle interviste.
  5. Flussi di ricavi: 34 euro al kg con la spedizione, ogni 3, 4 o 6 settimane. Da cosa viene: il prezzo è un'ipotesi, da verificare con il primo mese di vendite.
  6. Risorse chiave: il negozio online, il rapporto con la torrefazione. Da cosa viene: prezzi del negozio letti sui listini.
  7. Attività chiave: spedire puntuale, tenere gli abbonati.
  8. Partner chiave: una torrefazione artigianale, il corriere. Da cosa viene: il prezzo del caffè è un'ipotesi di preventivo.
  9. Struttura dei costi: fissi per circa 4.800 euro il primo anno; margine di 9,61 euro a pacco; un cliente costa fra 13 e 38 euro. Da cosa viene: calcolati dagli altri blocchi.

Guardato così, il canvas dice subito dove sta il rischio: il prezzo e la quota di chi compra sono ipotesi, e tutti i numeri dei costi dipendono da quelle due. Il passo successivo non è rifinire il foglio: è verificare quelle due ipotesi.

Come si tiene vivo

Strategyzer lo dice in una riga: «Date and version the canvas, then redraw it as evidence comes in», metti una data e un numero di versione, e ridisegnalo quando arrivano le prove. In pratica:

  1. Compilalo in un'ora, senza cercare la perfezione.
  2. Segna ogni riquadro: verificato, misurato, o ipotesi. Di solito le ipotesi sono la maggioranza.
  3. Scegli le due ipotesi più rischiose, cioè quelle che, se sbagliate, fanno cadere il resto. Quasi sempre stanno nei segmenti di clienti e nella proposta di valore.
  4. Verificale con le persone: interviste sui fatti, non sulle opinioni. Come si costruisce il profilo del cliente e come si verifica la proposta di valore lo spiegano le guide sulla buyer persona e sul value proposition canvas.
  5. Ridisegnalo, con la data nuova.

Le persone da intervistare le trovi nella tua rete, nei gruppi online, o in un panel. Humatic è un panel di persone verificate con il documento: ci dici chi vuoi ascoltare e cosa vuoi capire, la nostra AI le intervista in chat, e ricevi la sintesi e le trascrizioni integrali. Chi risponde riceve un buono regalo da 10 a 40 euro.

Business model canvas o lean canvas?

Il lean canvas è una variante creata da Ash Maurya per chi parte da zero. Toglie quattro blocchi (risorse, attività e partner chiave, e le relazioni con i clienti) e ne aggiunge quattro: il problema (con le alternative che il cliente usa oggi), la soluzione, le metriche chiave e il vantaggio difficile da copiare (Ash Maurya).

La scelta pratica: se l'idea è nuova e il dubbio principale è se il problema esiste, il lean canvas mette il problema al centro. Se il prodotto c'è e devi capire come farlo funzionare come impresa, il business model canvas descrive meglio partner, risorse e attività.

Usarlo nel rispetto della licenza

Il business model canvas è sotto licenza Creative Commons: si può usare e adattare, indicando la fonte (Strategyzer, uso degli strumenti).

Gli errori che si vedono di più

  • Considerarlo finito quando è pieno. È un'affermazione, non un piano.
  • Non segnare le ipotesi. Senza il segno, un'ipotesi e un fatto sembrano uguali.
  • Partire dai costi e dai ricavi. Dipendono dagli altri sette blocchi.
  • Copiare il canvas di un'azienda famosa. È ricostruito a posteriori: dice com'è andata, non come verificare la tua idea.
  • Più segmenti di clienti nello stesso canvas. Si fa un canvas per segmento, o si sceglie il primo.

In breve

Il business model canvas descrive in nove blocchi come un'impresa crea valore e ci guadagna, dal cliente ai costi. Chi l'ha creato dice di trattarlo come un'affermazione, non come un piano: si compila in un'ora, si segna accanto a ogni blocco cosa è verificato e cosa è un'ipotesi, si verificano le due ipotesi più rischiose con le persone, e si ridisegna con la data nuova.

Pubblicata anche su humatic.work.

Chi ha scritto questa guida
Giampaolo Mangiaracina
Giampaolo Mangiaracina

Nel 2013 ha fondato FadPro, piattaforme e contenuti formativi per clienti corporate, acquisita nel 2019 dalla Graduate School of Management del Politecnico di Milano. Nel 2025 ha fondato CityAdvisor.ai, piattaforma di urban intelligence che misura la competitività di Milano strada per strada. Da oltre dieci anni guida squadre che portano prodotti digitali dall'idea alla consegna, e oggi sistemi di intelligenza artificiale.

Il percorso
  1. 01Dove nascono le opportunità
  2. 02Scegliere l'idea giusta per te
  3. 03Capire se il problema c'è
  4. 04Conoscere il cliente
  5. 05La proposta
  6. 06Il modello
  7. 07Le prove che qualcuno paga
  8. 08Costruire il minimo, se è un'app
  9. 09Capire se il prodotto è voluto

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