Pitch deck: le slide che servono, con un esempio scritto slide per slide (2026)

Knowledge Hub › Quando servono i soldi · Aggiornato il 1 ottobre 2026

Un pitch deck è la presentazione con cui un'impresa che cerca soldi si fa conoscere da un investitore: poche slide, che si mandano prima di un incontro o si mostrano durante. In rete trovi soprattutto modelli grafici e i deck famosi di Airbnb e Uber. Mancano due cose: un esempio scritto per intero, slide per slide, e un modo onesto di riempire la slide della traction quando non hai ancora clienti.

Questa pagina ti dà le slide e l'ordine che raccomandano gli investitori più noti, quanto tempo ci dedicano, cosa chiedono gli angel italiani, e un esempio completo. Una cosa da sapere: Humatic è un panel di persone verificate, e compare nella slide della traction dell'esempio come uno dei modi per raccogliere prove. In pagina non ci sono link di affiliazione.

Quante slide, e in che ordine

Tre fonti, tre formati, molte cose in comune.

Y Combinator (Harris) Sequoia (Writing a Business Plan) Guy Kawasaki (10/20/30)
Titolo, con una riga che dice cosa fai Scopo dell'azienda Problema
Problema Problema Soluzione
Soluzione Soluzione Modello di business
Traction Perché adesso La tecnologia
Cosa vi rende diversi Mercato Marketing e vendite
Modello di business Concorrenza Concorrenza
Mercato Modello di business Team
Team Team Previsioni e traguardi
Quanto chiedete, e per farci cosa Dati finanziari Stato e tempi
Visione Sintesi e richiesta

La regola di Kawasaki è la più citata: dieci slide, non più di venti minuti, nessun carattere sotto i trenta punti. «If you must use more than ten slides to explain your business, you probably don't have a business», cioè: se ti servono più di dieci slide, probabilmente non hai ancora un'impresa.

Y Combinator mette la traction subito dopo la soluzione, e chiede «clarity and concision», chiarezza e brevità. Sequoia chiede di definire l'azienda «in a single declarative sentence», in una frase sola.

Quanto tempo ci dedica chi lo legge

Poco. Secondo DocSend, il servizio usato da molti fondatori per mandare i deck e vedere come vengono letti, un investitore passa in media quattro minuti e dieci secondi su un deck di una startup alla prima raccolta (DocSend).

Per questo ogni slide deve dire una cosa sola, e il titolo della slide deve essere quella cosa. Un titolo come «Il mercato» non dice niente; «Un B&B su tre risponde agli ospiti dopo più di un'ora» dice tutto.

Cosa conta davvero, alla prima raccolta

Un dato che sorprende chi passa notti sulla slide dei numeri: in un esperimento con gli investitori di AngelList, l'investitore medio ha reagito soprattutto alle informazioni sul team (Bernstein, Korteweg e Laws, Journal of Finance, 2017).

La traction resta una slide chiave: Y Combinator scrive «Show off your traction (if you have it). Make the numbers clear and meaningful», cioè mostrala se ce l'hai, con numeri chiari e che vogliono dire qualcosa. Quindi la slide del team non è un riempitivo, e sulla traction vale più un numero vero e piccolo che una promessa grande.

Cosa chiedono gli angel italiani

Italian Angels for Growth, una delle reti di investitori più grandi in Italia, scrive cosa cerca (pagina per le startup):

  • innovazione di prodotto, di processo o di modello di business;
  • fondatori a tempo pieno;
  • «un prototipo e delle metriche iniziali di traction»;
  • domande di brevetto, se applicabile.

I soci investono da 0,2 a 1,5 milioni di euro. E l'imbuto è stretto: su 100 opportunità esaminate ogni due mesi, il 25% arriva allo screening, il 3% presenta ai soci, il 2% ottiene un investimento. Il deck è quello che decide se sei nel 25%.

Un esempio, slide per slide

Risposta Pronta (nome e numeri di fantasia) è un'app per i piccoli B&B: risponde ai messaggi degli ospiti sulle piattaforme di prenotazione quando il titolare non può, e gli passa solo quelli che richiedono lui. Cerca 250.000 euro.

1. Titolo. Risposta Pronta: i piccoli B&B non perdono più prenotazioni perché rispondono tardi. Una riga, quella che si ricorda.

2. Il problema. Chi gestisce da solo un B&B risponde ai messaggi fra una colazione e un check-in. Quando risponde dopo ore, l'ospite ha già prenotato altrove. Una scena concreta, non un dato di settore.

3. La soluzione. L'app risponde subito alle domande ricorrenti (orari, parcheggio, animali), con le informazioni del B&B, e passa al titolare le altre. Una schermata dell'app, non un elenco di funzioni.

4. La traction. Ecco a che punto siamo, gradino per gradino: - 30 interviste a titolari di B&B con fino a sei camere, febbraio-marzo 2026, in otto regioni: 22 su 30 dicono di aver perso almeno una prenotazione al mese per una risposta tardiva; - 140 titolari in lista d'attesa; - 12 B&B usano la versione di prova da 6 settimane; 9 la usano ancora; - 4 lettere di interesse di gestori con più strutture.

Notare cosa non c'è: nessun «il mercato vale miliardi», nessun «grande interesse». Ogni riga dice il gradino, il numero, il profilo e la data. Le lettere di interesse sono elencate, non contate come ricavi. Come si costruisce questa slide lo spiega la guida sulla traction prima della traction. Le interviste si possono fare nella propria rete, nei gruppi dei titolari di B&B, o con un panel come Humatic, che fa intervistare in chat persone verificate del profilo che scegli.

5. Perché noi, perché adesso. Siamo due: una ha gestito un B&B per sei anni, l'altro ha costruito due app di prenotazione. Le piattaforme hanno aperto ai programmi esterni l'accesso ai messaggi. Il «perché adesso» è la domanda di Sequoia: perché nessuno l'ha fatto prima?

6. Il modello di business. Abbonamento mensile per struttura. Prezzo da verificare con i 12 B&B in prova. Se il prezzo non è ancora provato, si dice.

7. Il mercato. Partiamo dai B&B con fino a sei camere in Italia; poi case vacanze e affittacamere. Il mercato si descrive dal cliente da cui parti, non dal totale del turismo.

8. Il team. Nomi, ruoli, cosa hanno fatto prima. Y Combinator è secco: «Nobody cares about your advisors», i consulenti non contano.

9. La richiesta. 250.000 euro per 18 mesi: due persone in più, e arrivare a 300 B&B paganti. Quanto, per quanto tempo, e cosa dimostrerai alla fine.

Gli errori che si vedono di più

  • Troppe slide. Se non ci sta in dieci, il problema non è il formato.
  • La slide del mercato in miliardi. Dice che il settore esiste, non che il tuo cliente compra.
  • La traction gonfiata. «Grande interesse» al posto di numeri, lettere di intenti sommate ai ricavi, download presentati come utenti.
  • Il team in fondo e di corsa. Per l'investitore medio di AngelList è la parte che pesa di più.
  • La richiesta senza traguardo. «Cerchiamo 250.000 euro» non basta: per arrivare dove?

In breve

Un pitch deck si legge in pochi minuti: dieci slide circa, una cosa per slide, nell'ordine problema, soluzione, traction, perché voi, modello di business, mercato, team, richiesta. Alla prima raccolta il team pesa più di quanto si pensi, e la traction vale se è vera e documentata, anche piccola. Senza fatturato si mostra il gradino a cui sei: interviste con numero, profilo e data, lista d'attesa, utenti in prova, lettere di interesse.

Pubblicata anche su humatic.work.

Chi ha scritto questa guida
Giampaolo Mangiaracina
Giampaolo Mangiaracina

Nel 2013 ha fondato FadPro, piattaforme e contenuti formativi per clienti corporate, acquisita nel 2019 dalla Graduate School of Management del Politecnico di Milano. Nel 2025 ha fondato CityAdvisor.ai, piattaforma di urban intelligence che misura la competitività di Milano strada per strada. Da oltre dieci anni guida squadre che portano prodotti digitali dall'idea alla consegna, e oggi sistemi di intelligenza artificiale.

Il percorso
  1. 01Dove nascono le opportunità
  2. 02Scegliere l'idea giusta per te
  3. 03Capire se il problema c'è
  4. 04Conoscere il cliente
  5. 05La proposta
  6. 06Il modello
  7. 07Le prove che qualcuno paga
  8. 08Costruire il minimo, se è un'app
  9. 09Capire se il prodotto è voluto

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