Il crowdfunding è raccogliere soldi da molte persone, attraverso una piattaforma online, per un progetto. In Italia si usa per finanziare un prodotto prima di produrlo, una causa, o una startup che cerca soci. Le guide in rete spiegano bene i tipi, ma raramente mettono a confronto le commissioni, quasi mai dicono cosa succede col fisco quando incassi, e non dicono la cosa più utile: come capire se la campagna funzionerà prima di lanciarla.
Una cosa da sapere: Humatic è un panel di persone verificate, e compare alla fine come uno dei modi per sentire il pubblico prima del lancio. In pagina non ci sono link di affiliazione.
I quattro tipi
| Tipo | Cosa riceve chi mette i soldi | Esempio d'uso |
|---|---|---|
| Donazione | Niente, sostiene una causa | Una raccolta per un'associazione |
| Ricompensa (reward) | Il prodotto, o un premio | Prevendere la prima produzione di un oggetto |
| Equity | Quote della società | Una startup che cerca soci |
| Prestito (lending) | Interessi | Un'impresa che chiede un prestito a molti |
Equity e prestito sono finanza vera: dall'11 novembre 2023 in Italia possono operare solo le piattaforme autorizzate secondo il regolamento europeo sul crowdfunding (Banca d'Italia e Consob). Donazione e ricompensa non rientrano in quel regolamento.
I numeri del mercato italiano
Dal rapporto del Politecnico di Milano sul crowdinvesting, uscito a luglio 2026 (Osservatori Entrepreneurship Finance):
- equity: 98,06 milioni di euro raccolti nel 2025; dal 2014, 1.412 campagne su 1.712 (82,5%) si sono chiuse con successo;
- prestiti alle imprese: 106,16 milioni nel 2025;
- donazioni e ricompense: circa 45,4 milioni nel 2025, una stima del Politecnico.
L'82,5% di successo nell'equity non vuol dire che sia facile: le piattaforme selezionano le campagne prima di pubblicarle.
Le piattaforme per i progetti con ricompensa, e quanto costano
| Piattaforma | Commissione | Se non raggiungi l'obiettivo |
|---|---|---|
| Produzioni dal Basso | 5% IVA inclusa (3% per le donazioni semplici), più i costi del pagamento | Con «Tutto o niente» non paghi; con «Raccogli tutto» tieni quello che hai raccolto |
| Eppela | 7% del totale raccolto, più i costi del pagamento | Di regola tieni quello che hai raccolto |
| Kickstarter | 5% dei fondi raccolti, più 3% + 0,30 euro a contributo per il pagamento | Tutto o niente: se non raggiungi l'obiettivo non paghi niente e non ricevi niente |
Per l'equity, le piattaforme italiane (Mamacrowd, CrowdFundMe, Opstart e altre) non pubblicano la commissione per chi raccoglie: la concordano offerta per offerta. Il Politecnico la indica come «compresa fra il 2% e il 10%».
Il fisco, quando incassi
Per le campagne con ricompensa c'è una risposta dell'Agenzia delle Entrate su un caso concreto: una persona senza partita IVA che raccoglie per realizzare un prodotto e darlo ai sostenitori. Per l'Agenzia, quando la campagna raggiunge l'obiettivo, le somme si qualificano come una cessione, e chi l'ha lanciata deve «aprire una posizione IVA e a fatturare» ai sostenitori; se l'obiettivo non si raggiunge e i soldi tornano indietro, non c'è rilevanza fiscale (Agenzia delle Entrate, risposta n. 137/2018).
È una risposta a un caso singolo, non una regola generale, ma il principio è chiaro: una campagna con ricompensa è una vendita anticipata, e va trattata come tale. Parlane con un commercialista prima del lancio.
Le consegne: il rischio che si sottovaluta
Una campagna che va bene è anche una promessa: consegnare. Uno studio su oltre 48.500 progetti di crowdfunding ha trovato che più del 75% ha consegnato in ritardo (Mollick, 2014). Nel conto della campagna vanno messi i costi e i tempi di produzione e di spedizione, non solo l'obiettivo da raggiungere.
Come capire se la campagna funzionerà, prima di lanciarla
La campagna è il momento peggiore per scoprire che il prodotto non interessa: lo scopri in pubblico, con la tua faccia sopra. Si può sapere prima.
- Chi sono i primi cento sostenitori? Una campagna parte da chi ti conosce già: la tua rete, la tua comunità, una lista di email. Se non sai chi sono i primi cento, la campagna non è pronta.
- Cosa comprano oggi, e cosa gli manca? Parla con le persone a cui il prodotto si rivolge, e chiedi fatti, non opinioni: cosa usano oggi, quanto hanno speso, cosa non gli piace. Chiedere «lo sosterresti?» dà risposte gentili e poco affidabili.
- Lasciano un recapito? Una pagina di attesa prima del lancio, con l'iscrizione per essere avvisati del primo giorno, misura l'interesse vero. Chi si iscrive è il tuo primo giorno di campagna.
Per il secondo punto, le persone le trovi nella tua rete, nei gruppi online di chi ha quella passione o quel problema, o in un panel. Humatic è un panel di persone verificate con il documento: ci dici chi vuoi ascoltare e cosa vuoi capire, la nostra AI le intervista in chat e ricevi la sintesi e le trascrizioni. Chi risponde riceve un buono regalo da 10 a 40 euro.
Come si sale da queste prove alla prevendita, che è quello che una campagna con ricompensa è, lo spiega la guida sulla traction prima della traction.
Gli errori che si vedono di più
- Lanciare senza una comunità. Senza nessuno pronto a sostenere dal primo giorno, la campagna sembra vuota anche a chi arriva dopo.
- Fissare un obiettivo che non copre la produzione. Raggiungerlo e non riuscire a consegnare è peggio di non raggiungerlo.
- Dimenticare le commissioni e il fisco. Una parte va alla piattaforma e ai pagamenti (su Kickstarter, 5% più 3% e 30 centesimi a contributo), e il resto si fattura.
- Chiedere «ti piace?». Le risposte gentili non sono sostenitori.
In breve
Il crowdfunding in Italia ha quattro forme: donazione, ricompensa, equity e prestito; equity e prestito passano da piattaforme autorizzate. Per le campagne con ricompensa le piattaforme trattengono dal 5% al 7%, più i costi del pagamento, e il fisco tratta l'incasso come una vendita anticipata. Prima di lanciare, sappi chi sono i primi cento sostenitori, chiedi a chi compra cosa usa oggi, e misura l'interesse con una pagina di attesa.






