Microcredito per aprire un'attività: fino a 75.000 euro, requisiti e cosa chiedono (2026)

Knowledge Hub › Soldi e soci · Aggiornato il 1 ottobre 2026

Il microcredito è un prestito per chi vuole aprire o far crescere una piccola attività e non ha le garanzie che una banca chiede di solito. La legge lo distingue da un prestito normale per tre cose: un tetto, niente garanzie reali (cioè niente ipoteche o pegni), e l'obbligo per chi presta di affiancarti con servizi di assistenza.

Molte pagine riportano ancora regole superate, a partire dall'importo massimo. Questa pagina usa la legge in vigore a ottobre 2026. Una cosa da sapere: Humatic è un panel di persone verificate, e compare alla fine come uno dei modi per raccogliere le prove di mercato da mettere nel piano. In pagina non ci sono link di affiliazione.

Quanto, e a che condizioni

Dal Testo unico bancario (art. 111):

  • fino a 75.000 euro, senza garanzie reali;
  • fino a 100.000 euro per le società a responsabilità limitata;
  • accompagnato da servizi di assistenza e monitoraggio: chi presta deve aiutarti a impostare e seguire l'attività, non solo erogare i soldi;
  • la legge consente una durata fino a quindici anni; il decreto che la attua e le banche fissano durate più brevi, quindi la durata va letta nella proposta che ricevi.

Il vecchio tetto di 40.000 euro, che molte pagine riportano ancora, è superato: oggi è 75.000.

La garanzia del Fondo, gratuita

Il microcredito può essere garantito dal Fondo di garanzia per le PMI, che copre fino all'80% del prestito (fino al 60% nei casi che indica). Per chi chiede il prestito la garanzia non costa niente: «La concessione della garanzia è completamente gratuita» (Fondo di garanzia, microcredito).

È uno strumento che si usa sempre di più. Secondo la relazione del Fondo, i microcrediti garantiti sono passati da 3.027 nel 2024 (95,8 milioni di euro) a 5.220 nel 2025 (204,8 milioni), con un importo medio di circa 39.000 euro (Fondo di garanzia, relazione dicembre 2025).

Con Resto al Sud 2.0. Il decreto di Resto al Sud vieta di sommare il contributo ad altre agevolazioni, ma ammette espressamente la garanzia del Fondo di garanzia (DM 11 luglio 2025, art. 25): un microcredito garantito dal Fondo può quindi coprire la parte dell'investimento che il contributo non copre. Un microcredito agevolato da un fondo pubblico, per esempio regionale, è invece un'altra agevolazione, e non si somma. Prima di firmare, chiedi conferma a Invitalia.

Chi può chiederlo

Possono chiederlo, per avviare o far crescere un lavoro autonomo o una microimpresa, persone fisiche, società di persone, srl semplificate, associazioni e cooperative, oltre alle srl con il tetto più alto. I vecchi limiti su da quanti anni hai la partita IVA, su attivo, ricavi e debiti, che alcune pagine riportano ancora, non valgono più: la legge oggi vieta al Ministero di introdurre limiti di quel tipo.

A chi si chiede

A una banca che offre il microcredito, o a uno degli operatori di microcredito iscritti presso la Banca d'Italia. L'Ente Nazionale per il Microcredito è il punto di riferimento pubblico: sul suo sito trovi le informazioni sui finanziamenti e una sezione dedicata ai tutor che svolgono l'assistenza (ENM). Confronta più proposte, e leggi il costo totale, non solo la rata.

Cosa ti chiederanno: il piano

Chi presta deve valutare se l'attività può restituire i soldi, e lo fa su un piano d'impresa, che spesso si scrive insieme al tutor. Le domande sono quelle di ogni piano: cosa vendi, a chi, a che prezzo, quanto costa, quanti clienti servono per coprire i costi e la rata.

Due consigli pratici:

  1. Metti la rata nel conto. Il piano deve mostrare che, dopo i costi fissi e i contributi, resta abbastanza per pagare la rata anche nel primo anno. Un conto completo su un'attività vera è nella guida Business plan: un esempio completo.
  2. Dimostra che i clienti ci sono. Poche interviste documentate con il tuo cliente tipo, con numero, profilo e data, valgono più di una pagina di statistiche. Si fanno nella propria rete, nei gruppi online, o con un panel come Humatic, che fa intervistare in chat persone verificate del profilo che indichi; chi risponde riceve un buono regalo da 10 a 40 euro.

Gli errori che si vedono di più

  • Fermarsi al vecchio tetto. Oggi la legge dice 75.000 euro, 100.000 per le srl.
  • Pensare che sia un regalo. È un prestito: si restituisce, con gli interessi.
  • Non chiedere la garanzia del Fondo. È gratuita, e può fare la differenza sulla decisione della banca.
  • Guardare solo la rata. Conta il costo totale, e la durata.
  • Un piano senza la rata dentro. È la prima cosa che chi presta guarda.

In breve

Il microcredito nel 2026 vale fino a 75.000 euro (100.000 per le srl), senza garanzie reali, con servizi di assistenza obbligatori, e può avere la garanzia gratuita del Fondo di garanzia fino all'80%. Lo usano sempre più imprese: 5.220 microcrediti garantiti nel 2025. Si chiede a una banca o a un operatore iscritto, e si ottiene con un piano che mostra la rata dentro i conti e prove vere che i clienti ci sono.

Pubblicata anche su humatic.work.

Chi ha scritto questa guida
Giampaolo Mangiaracina
Giampaolo Mangiaracina

Nel 2013 ha fondato FadPro, piattaforme e contenuti formativi per clienti corporate, acquisita nel 2019 dalla Graduate School of Management del Politecnico di Milano. Nel 2025 ha fondato CityAdvisor.ai, piattaforma di urban intelligence che misura la competitività di Milano strada per strada. Da oltre dieci anni guida squadre che portano prodotti digitali dall'idea alla consegna, e oggi sistemi di intelligenza artificiale.

Il percorso
  1. 01Dove nascono le opportunità
  2. 02Scegliere l'idea giusta per te
  3. 03Capire se il problema c'è
  4. 04Conoscere il cliente
  5. 05La proposta
  6. 06Il modello
  7. 07Le prove che qualcuno paga
  8. 08Costruire il minimo, se è un'app
  9. 09Capire se il prodotto è voluto

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